Autori di Liguria / Antonio Arecco

Antonio Arecco è nato a Celle Ligure l’8 giugno 1925. Laureato in Lettere all’Università di Genova nel 1950, ho insegnato materie letterarie per 40 anni ed è stato corrispondente del “Secolo XIX” da Loano per oltre 10 anni. Nel 1982 pubblica “Chi me veu ben me sbraggia… Il folclore dell’infanzia in Liguria con particolare riferimento a Loano e dintorni”, al quale seguono altre numerose pubblicazioni, soprattutto di storia, cultura e tradizione locale: Loano, ma anche Borghetto Santo Spirito e Boissano sono le comunità che Arecco indaga e racconta. Nel 1986 scrive “Proverbi di Liguria”.  Nel 2001 realizza in collaborazione con Antonio Scarmagnani “Loano città dei Doria”, mentre tra il 2003 e il 2007 compila i primi due volumi della storia della diocesi di Albenga-Imperia e dei suoi vescovi (è pronto per la stampa il terzo volume). Ultimo lavoro, curato da Arecco,  è “Convenzione tra Raffo Doria e i loanesi 19 luglio 1309 e Statuto di Loano 1461”, in occasione del settimo centenario della fondazione di Loano sul mare, con testo latino e traduzione italiana. Ha collaborato anche a “Savona economica”, “Vocabolario delle parlate liguri” e vari periodici. Cura la terza pagina del mensile “Gazzetta di Loano”.

– Come è iniziata la sua attività di scrittore?

«Nel 1979, anno internazionale del fanciullo, ho guidato i miei alunni della seconda media “Giuseppe Mazzini” di Loano a riscoprire l’antico folclore infantile locale. Da qui è nato “Chi me veu ben me sbraggia… Il folclore dell’infanzia in Liguria con particolare riferimento a Loano e dintorni” uscito nel 1982».

– Di cosa si sta occupando adesso?

«Ho pronto “Storia della diocesi di Albenga-Imperia dal 1653 ad oggi” e sto preparando un lavoro sulla toponomastica storica dell’Ingaunia Orientale e uno con notizie archivistiche sulle famiglie della stessa zona. Continuo a lavorare, finché Dio ne dà tempo e possibilità»

– Da alcuni anni a questa parte vendono molto i romanzi storici. Cosa pensa di questa moda editoriale?

«Mentre a livello generale l’attività letteraria mi sembra florida, nel campo romanzesco certa produzione pseudostorica è una pura operazione commerciale deprecabile e non merita credito, poiché non ha la serietà del romanzo storico manzoniano e coevo, specialmente pretendendo sotto sotto di essere veritiera».

– Qual è lo stato di salute della cultura in Liguria?

«Ci sono fasce anche di eccellenza; ma globalmente “Dio ce la mandi buona” a considerare la preparazione che in genere pare si raggiunga oggi»

– L’associazione Amici di Peagna è impegnata da oltre vent’anni con la rassegna “Libri di Liguria” e in generale per la salvaguardia e la diffusione della tutela ligure. Qual è il suo suggerimento per una ulteriore crrescita?

«Credo che l’associazione svolga un’azione quanto mai encomiabile e meritevole e la ringrazio per questo.Non mi  ritengo proprio in grado di dare suggerimenti; penso però che gli spazi espositivi siano troppo ristretti, almeno come furono sino allo scorso anno».

(a cura di Gian Carlo Ascoli)

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