Pier Paolo Cervone, il biografo dei militari liguri

Pier Paolo Cervone è nato a Finale Ligure il 25 gennaio 1953. Diplomatosi all’Istituto Nautico Leon Pancaldo di Savona, si è poi laureato in Scienze politiche all’Università di Genova discutendo una tesi sulla storia dell’apartheid in Sud Africa dal 1652 ai giorni nostri. Giornalista professionista, è stato caposervizio della “Stampa” per le edizioni della Liguria. Dal 1995 al 2004 ha ricoperto la carica di sindaco di Finale Ligure. Appassionato di storia ha scritto numerosi saggi: per l’editore Marco Sabatelli “Enrico Caviglia il condottiero” (1988), “Comandavo la Calatafimi” (1990), “La Resistenza a Finale e il sacrario dei partigiani (2005), “Album di famiglia, un’azienda e un paese: i 100 anni dell’Impresa Valle” (2008); per l’editore Bacchetta ha curato il volume “Finale Ligure, 100 anni in cartolina”; per l’editore Mursia di Milano “Enrico Caviglia l’anti Badoglio” (1992), “Vittorio Veneto l’ultima battaglia” (1994), “I dittatori, i generali e il piccolo re, diario di Enrico Caviglia” (2009), “La Grande guerra sul fronte occidentale” (2010). È coautore del “Ponente savonese dalle Alpi al mare”, a cura di Silvio Riolfo Marengo, Vinepierre edizioni 2006. Ha ottenuto due premi: Libro ligure dell’anno alla rassegna di Peagna nel 2009 con “I dittatori, i generali e il piccolo re, diario di Enrico Caviglia” e il Mario Soldati per la divulgazione della storia  nel 2010  con “La Grande guerra sul fronte occidentale”.
– Fra le opere da Lei realizzate quali hanno un argomento concernente la Liguria o hanno legami con la nostra regione?
«Sono legati alla Liguria i libri che raccontano la vita e le imprese militari del maresciallo d’Italia Enrico Caviglia, nato e morto nella sua Finalmarina. Ma anche il breve saggio sui partigiani del Finalese, il volume con le splendide immagini d’epoca di Finale, la storia dell’Impresa Valle e il racconto sul Principe delle Arene Candide apparso in Il Ponente savonese dalle Alpi al mare».
– Della Liguria ha raccontato in particolare la storia militare…
«Sono l’unico biografo di due grandi militari della Liguria: il maresciallo d’Italia Enrico Caviglia, vincitore sulla Bainsizza e a Vittorio Veneto, e il comandante Giuseppe Brignole, di Noli, prima medaglia d’oro del Secondo conflitto ottenuta grazie all’eroica difesa di Genova e Savona, sul ponte di comando della torpediniera Calatafimi, durante il bombardamento navale della flotta francese avvenuto il 14 giugno 1940».
– Quale è il suo giudizio sul futuro della cultura e dell’editoria?
«Nonostante la televisione, nonostante Internet, nonostante l’I-Pad credo che gli abitanti del pianeta non rinunceranno mai alla lettura di un buon libro. In Italia si stampano migliaia di volumi ogni anno e pochi superano la soglia delle 50-100 mila copie. Predominano anche in questo settore i grandi colossi, frutto di accordi commerciali e societari, e i piccoli editori devono sfornare in continuazione iniziative per poter rimanere a galla. Personalmente ho appena firmato due nuovi contratti, sempre con la Mursia, per altrettanti libri sempre e rigorosamente sulla Grande Guerra. Sino al 2014 sarò impegnato nella loro stesura».
– Come valuta l’attuale situazione della cultura ligure e nazionale?
«Risente ovviamente della grave crisi economica che stiamo attraversando. I tagli decisi dal governo per rispettare patti di stabilità e per non aumentare il già pesante deficit pubblico hanno colpito tutti i settori e in particolare la cultura. Di conseguenza tutti gli enti locali (Regioni, Province e Comuni) hanno sempre meno risorse da gestire. E senza soldi, si sa, è tremendamente difficile organizzare grandi e piccole cose».
– Come valuta l’attività dell’associazione “Amici di Peagna” in favore della cultura ligure? E in particolare cosa pensa della rassegna “Libri di Liguria”?
«Conosco l’associazione e la rassegna da molto tempo, sia per motivi professionali, sia per le mie opere scritte dal 1988 in poi. Essendo stato premiato nell’estate del 2009, ho potuto constatare la scarsissima risposta del pubblico alla cerimonia che si svolge sempre nelle ore pomeridiane. Andrebbe collocata nelle ore serali, come già avviene per i numerosi dibattiti che la vostra associazione meritoriamente organizza andando a esplorare e diffondere vari settori che altrimenti non verrebbero conosciuti dal grande pubblico. Bisogn comunque sottolineare il grande lavoro dell’associazione Amici di Peagna, unica in Liguria a catalogare ed esporre tutte le opere scritte da autori liguri e che si occupano della nostra amata terra. Non posso che augurarvi di andare avanti così, con il solito coraggio e la solita abnegazione».

(articolo di Gian Carlo Ascoli)

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