Ferdinanda Fantini Ascoli ci ha lasciato

Ci troviamo ancora, a distanza di poco tempo, a piangere la scomparsa di una nostra socia, Ferdinanda Fantini Ascoli, per oltre venti anni responsabile della biblioteca e del catalogo dei libri liguri e vera anima della rassegna libraria.

Per uno beffardo scherzo del destino proprio ieri sera abbiamo mandato in stampa il catalogo 2017, a cui lei, con fatica ed impegno, aveva ancora lavorato fino a che ne aveva avuto le forze. Quel catalogo, non potendo sapere che le condizioni si erano aggravate a tal punto da lasciarci, lo avevo dedicato proprio a lei, con qualche parola che, con ancora maggiore commozione, voglio qui riproporre come l’ho pensata ieri, con Ferdinanda ancora tra noi e come omaggio al suo prezioso lavoro:

«Questo catalogo è dedicato ad una donna forte, una lottatrice determinata e volitiva che per più di venti anni ha avuto la responsabilità della biblioteca degli Amici di Peagna e ha curato il catalogo annuale dei libri liguri.

Questo catalogo è dedicato a Ferdinanda Fantini Ascoli, che in questo momento sta combattendo una dura battaglia con una grave malattia che, negli ultimi mesi, le ha impedito di svolgere appieno il suo consueto lavoro di organizzazione e gestione della biblioteca, di richiesta dei libri agli editori e agli scrittori, di inventariazione in previsione della rassegna estiva e di catalogazione per la nostra pubblicazione annuale,. Ferdinanda per anni si è applicata con passione, entusiasmo e rigore per portare avanti nel migliore dei modi i propri compiti e, se oggi abbiamo una biblioteca perfettamente ordinata e catalogata, con più di 11.000 volumi tutti dedicati a vari aspetti della Liguria, in gran parte lo dobbiamo proprio a lei, al suo lavoro meticoloso, quotidiano, faticoso, al suo carattere forte, a tratti aspro, e certamente determinato. Da Ferdinanda, e prima ancora da suo marito Gian Carlo Ascoli io, giovane presidente (almeno quando sono entrato in carica…), ho imparato molto: la dedizione, lo spirito di sacrificio, il senso di appartenenza e la capacità di condividere ideali, passioni, entusiasmi e progetti me li hanno insegnati con il loro lavoro e il senso di attaccamento all’associazione che, entrambi, hanno dimostrato operando “sul campo”, fino a che hanno potuto, e poi anche dal letto di un ospedale. Solo un mese fa terminavo una riunione del direttivo “in differita” con Ferdinanda, andandola a trovare nella clinica dove era ospitata e ricevendo, come di consueto, raccomandazioni meticolose, consigli, sollecitazioni su come portare avanti al meglio tutto il lavoro che lei aveva sempre fatto in silenzio, quotidianamente e che – come spesso accade – soltanto quando è dovuto cessare per motivi di forza maggiore noi tutti abbiamo veramente capito quanto fosse importante, faticoso, oneroso in termine di tempo e di impegno.

Abbiamo “ereditato” da lei un catalogo appena abbozzato, alcune recensioni fatte ed altre impostate, forse poco, certamente un lavoro non terminato come di consueto, ma un lavoro fatto “stringendo i denti”, alternando momenti di ospedalizzazione e dure cure con soggiorni a casa. Un lavoro davvero prezioso, il migliore lavoro di Ferdinanda, perché fatto con la voglia di esserci ancora, con la testa alla prossima Rassegna, alle cose da fare, da curare, da controllare come sempre faceva… Un lavoro che la proiettava fuori dal tunnel di una brutta malattia e che le consentiva di sentirsi ancora utile, apprezzata, viva.

Quando le condizioni di salute di Ferdinanda sono progressivamente peggiorate, a lungo ci siamo chiesti se quest’anno saremmo riusciti a pubblicare il catalogo, c’erano tante incombenze, tante cose da fare, da capire, da organizzare in poco tempo… Poi però abbiamo compreso che lo dovevamo proprio a Ferdinanda, che il suo prezioso lavoro non doveva essere sprecato e che il catalogo sarebbe dovuto uscire, come sempre, anche quest’anno ».

Stefano Roascio

Questo inserimento è stato pubblicato in Notizie. Metti un segnalibro su permalink. Sia i commenti che i trackback sono chiusi.